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	<title>Dr. Giuseppe Capo | Neurologo a Salerno &#8211; (Neurologia) </title>
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		<title>CORONAVIRUS  :  sintomi ancora poco conosciuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Capo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 15:52:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[Virus]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il passare dei giorni si vanno sempre più acculando le segnalazioni di sintomi finora non noti da Covid-19. Dermatologi francesi ed italiani stanno sottolineando la presenza di geloni , orticaria e livedo reticularis ( cute con aspetto marezzato ). Nel 2-10% dei soggetti vengono riportati , talora anche all&#8217;inizio , sintomi gastrointestinali come diarrea, vomito ,]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il passare dei giorni si vanno sempre più acculando le segnalazioni di sintomi finora non noti da Covid-19.</p>
<p>Dermatologi francesi ed italiani stanno sottolineando la presenza di <strong>geloni , orticaria e livedo reticularis </strong>( cute con aspetto marezzato ).</p>
<p>Nel 2-10% dei soggetti vengono riportati , talora anche all&#8217;inizio , sintomi gastrointestinali come<strong> diarrea, vomito , dolori addominali .</strong></p>
<p>Recentemente è stato sottolineato che soggetti con immunodepressione farmacologica ( trapiantati di rene etc.) hanno più frequentemente</p>
<p>queste manifestazioni gastrointestinali rispetto a quelle respiratorie .</p>
<p>Il prof. Alessandro Padovani , neurologo cattedratico di Brescia , ha parlato di pazienti ricoverati nel suo reparto con <strong>convulsioni e </strong></p>
<p><strong>stato confusionale</strong> e che poi si sono rivelati essere Covid-19 ; questo è anche comprensibile perché il Covid-19 può dare anche , come tutte</p>
<p>le infezioni virali importanti , una meningoencefalite che si manifesta quindi in tal modo . Non dimentichiamo inoltre che in molti soggetti</p>
<p>guariti è stata segnalata <strong>anosmia</strong> ( perdita dell&#8217;olfatto ) e <strong>ageusia</strong> ( perdita del gusto )anche queste sono manifestazioni neurologiche e</p>
<p>talora anche difficoltà motorie dovute alla prolungata immobilità e quindi alla ipotrofia muscolare diffusa ( ma andrebbe anche indagato se</p>
<p>le difficoltà motorie potessero essere un esito nevrassitico e cioè di un&#8217;infiammazione che coinvolgesse cervello e midollo spinale insieme ).</p>
<p>E&#8217; stato inoltre segnalato che<strong> i pazienti HIV pure essendo immunodepressi vengono colpiti molto poco dal Covid-19</strong> :</p>
<p>probabilmente perché  in terapia con antivirali , anche con antivirali orali e anche con quelli orali che si usano per la prevenzione .</p>
<p>Della <strong>congiuntivite </strong>e cioè dell&#8217;ingresso del virus attraverso la congiuntiva si è già detto molto : si invita in caso di esposizione a proteggersi</p>
<p>bene gli occhi con occhiali o visiere protettive .</p>
<p>Interessanti sono le segnalazioni di una <strong>profonda stancabilità</strong> che colpisce alcuni soggetti inizialmente , anche 4-5 giorni prima delle</p>
<p>manifestazioni respiratorie .</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A PROPOSITO DEI SINTOMI PREMONITORI DELL&#8217;EMICRANIA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Capo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 18:28:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[Emicrania]]></category>
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					<description><![CDATA[Un recentissimo articolo di Peter Goadsby , londinese tra i più grossi esperti a livello mondiale di emicrania , ha avviato una riflessione sui sintomi premonitori dell&#8217;emicrania che possono manifestarsi da qualche ora prima a qualche giorno prima dell&#8217;inizio dell&#8217;attacco . I principali sono : Stanchezza , Sbadigli , Fastidio al collo , Cambiamento d&#8217;umore]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un recentissimo articolo di Peter Goadsby , londinese tra i più grossi esperti a livello mondiale di emicrania , ha avviato una riflessione sui sintomi premonitori dell&#8217;emicrania che possono manifestarsi da qualche ora prima a qualche giorno prima dell&#8217;inizio dell&#8217;attacco .</p>
<p>I principali sono : Stanchezza , Sbadigli , Fastidio al collo , Cambiamento d&#8217;umore , Compromissione cognitiva a tipo &#8221; cervello annebbiato &#8221; , Sete , Poliuria , Desiderio intenso di cibo ( ad es. per alimenti dolci o salati ) .</p>
<p>Studi di diagnostica funzionale neurologica hanno evidenziato un <strong>probabile coinvolgimento dell&#8217;ipotalamo nella fase premonitoria dell&#8217;emicrania . </strong></p>
<p>A questo proposito Goadsby si è posto degli interrogativi : relativamente al sintomo premonitorio che riguarda il desiderio intenso di cibi dolci , ad es. il cioccolato ; il paziente mangia il cioccolato e dopo 8 ore sviluppa un attacco emicranico : allora penserà che è il cioccolato ad indurgli l&#8217;attacco ma in realtà ha mangiato il cioccolato perché l&#8217;attacco era già iniziato determinandogli un intenso desiderio di dolci .</p>
<p>Questa riflessione è importante perché così eviteremo di dare delle limitazioni alimentari al paziente emicranico che è già soggetto a tante frustrazioni .</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Morire-soffrire dal ridere : &#8221; Cefalea da risata &#8220;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Capo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jun 2019 16:55:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[cefalea]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; una forma segnalata molto raramente ; tuttavia anche la risata può essere un raro fattore precipitante per la cefalea . Nella recente letteratura si ricordano due casi : in un primo paziente la Risonanza Magnetica Nucleare Encefalo rivelò un&#8217;erniazione delle tonsille cerebellari attraverso il forame magno ; nel secondo la Risonanza Magnetica Nucleare Encefalo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una forma segnalata molto raramente ; tuttavia<strong> anche la risata può essere un raro fattore precipitante per la cefalea .</strong></p>
<p>Nella recente letteratura si ricordano due casi : in un primo paziente la Risonanza Magnetica Nucleare Encefalo rivelò un&#8217;erniazione delle tonsille cerebellari attraverso il forame magno ; nel secondo la Risonanza Magnetica Nucleare Encefalo era nella norma.</p>
<p>Una review della letteratura ci dice che l&#8217;intensità del mal di testa può essere variabile : da lieve a severa e comunque sempre non pulsante ; generalmente l&#8217;attacco è breve : solo pochi minuti . Il dolore sopraggiunge immediatamente dopo lo scoppio della risata e rapidamente tocca il suo picco . Per lo più può essere indotta solo da una risata allegra e non da una finta.</p>
<p>Si distinguerebbe quindi una forma primaria ( il cui locus d&#8217;origine si trova nelle regioni cerebrali  associate alle manifestazioni d&#8217;ilarità ) da una secondaria ( attribuibile a cambiamenti nella struttura spaziale della fossa cranica posteriore ) .</p>
<p>E&#8217; appena il caso di dire che in questi soggetti il riso …. non fa buon sangue .</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il fumo danneggia anche la vista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Capo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 09:31:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Neurologia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il fumo potrebbe rappresentare un pericolo anche per gli occhi : più di 20 sigarette al giorno potrebbero danneggiare la vista . Lo evidenzia uno studio pubblicato su Psychiatry Research dai ricercatori brasiliani del Perception Neuroscience and Behavior Laboratory di Joao Pessoa , secondo cui fumare potrebbe ridurre la capacità di discriminare contrasti e colori]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il fumo potrebbe rappresentare un pericolo anche per gli occhi : più di 20 sigarette al giorno potrebbero danneggiare la vista . Lo evidenzia uno studio pubblicato su Psychiatry Research dai ricercatori brasiliani del Perception Neuroscience and Behavior Laboratory di Joao Pessoa , secondo cui fumare potrebbe ridurre la capacità di discriminare contrasti e colori .</p>



<p>L&#8217;indagine ha coinvolto 71 persone sane praticamente non fumatrici e 63 soggetti che fumavano più di 20 sigarette al giorno . I partecipanti di età compresa tra 25 e 45 anni avevano vista normale . Sono stati invitati ad osservare gli stimoli trasmessi da un monitor a tubo catodico a 19 pollici posizionato a 149 cm di distanza da loro.</p>



<p>Il test ha evidenziato che <strong>i fumatori mostravano cambiamenti significativi nella visione dei colori rosso-verde e blu-giallo nel senso di una capacità inferiore di discriminare contrasti e colori</strong>  . Il consumo di sostanze con prodotti chimici neurotossici , come quelli contenuti nelle sigarette , potrebbe causare la perdita generale della visione del colore procurando sia danni a livello neuronale che danni sul sistema vascolare . </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>PESO CORPOREO E MAL DI TESTA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Capo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2018 09:37:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[Mal di testa]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio pubblicato su Neurology ad opera di un gruppo di ricerca internazionale coordinato da B.Lee Peterlin della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora ( USA ) sostiene che esisterebbe un legame tra indice di massa corporea   (IMC) e cefalea . Sembra che pesare troppo o troppo poco potrebbe aumentare il rischio]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio pubblicato su Neurology ad opera di un gruppo di ricerca internazionale coordinato da B.Lee Peterlin della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora ( USA ) sostiene che esisterebbe un legame tra indice di massa corporea   (IMC) e cefalea .</p>
<p>Sembra che pesare troppo o troppo poco potrebbe aumentare il rischio di soffrire di emicrania . In particolare ,  è stato confrontato il rischio di soffrire di emicrania di persone obese , di peso normale o sottopeso .  Viene fuori che chi ha parecchi chili di troppo presenta un rischio di emicrania del 27 % maggiore rispetto ai normopeso , mentre chi è sottopeso presenta un rischio del 13% maggiore rispetto ai normopeso .</p>
<p>Il rischio di obesità e di essere colpiti da emicrania è maggiore nelle donne e negli individui giovani . La correlazione peso corporeo- emicrania deve essere ancora del tutto chiarita , ma di sicuro un ruolo rilevante lo gioca la anomala quantità di tessuto adiposo . Non va dimenticato infatti che l&#8217;adipe secerne una vasta gamma di molecole infiammatorie che potrebbero giocare un ruolo nello sviluppo della cefalea o innescarla.</p>
<p>Si conferma : la virtù è nel mezzo!</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Le comuni infezioni da Herpes virus spianano la strada alla Demenza di Alzheimer ?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Capo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Nov 2018 14:19:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Neurologia]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; dello scorso ottobre un articolo comparso su &#8221; Frontiers in Aging Neurosciences &#8221; a firma della  dr.essa Ruth Itzhaki della Università di Manchester ( UK ) che circa 30 anni fa per la prima volta scoprì un rapporto tra Herpes e Demenza di Alzheimer. Questa ricercatrice è convinta che sia giunto il momento di]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; dello scorso ottobre un articolo comparso su &#8221; Frontiers in Aging Neurosciences &#8221; a firma della  dr.essa Ruth Itzhaki della Università di Manchester ( UK ) che circa 30 anni fa per la prima volta scoprì un rapporto tra Herpes e Demenza di Alzheimer. Questa ricercatrice è convinta che sia giunto il momento di studiare l&#8217;utilizzo degli antivirali nella mezza età con lo scopo di prevenire una successiva comparsa di Alzheimer.</p>
<p>La ricerca avrebbe dimostrato che le persone infettate dal virus dell&#8217;Herpes Simplex tipo I presentano un aumentato rischio di demenza e che l&#8217;uso di antivirali potrebbe ridurlo . Si ricorda che la maggior parte delle persone di 70 a. è stata infettata dal virus dell&#8217;Herpes Simplex e che il virus arriverebbe al cervello e lì rimarrebbe in uno stato latente ; la riattivazione avverrebbe di tanto in tanto favorita da eventi come immunosoppressione , infezione periferica, infiammazione .</p>
<p><strong>E&#8217; provato che il virus dell&#8217;Herpex Simplex può causare placche di beta amiloide </strong>( tipiche dell&#8217;Alzheimer ).</p>
<p>Le persone con l&#8217;allele APOE -epsilon 4 avrebbero un rischio maggiore di Alzheimer anche perché in queste persone la riattivazione dell&#8217;infezione erpetica è più frequente.</p>
<p>La ricerca ha appurato che coloro che sono stati colpiti da gravi infezioni da virus erpetico hanno una probabilità di 2,56 volte maggiore di contrarre l&#8217;Alzheimer. Il trattamento con farmaci antivirali sembrerebbe ridurre tale probabilità di contrarre più frequentemente l&#8217;Alzheimer . Si è ipotizzata la somministrazione di un antivirale insieme ad un antinfiammatorio in soggetti con iniziale demenza di Alzheimer per vedere se si arresta la progressione della malattia .</p>
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		<title>CEFALEA  DA  AEREO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Capo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2018 16:49:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[cefalea]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell&#8217;ultima edizione dell&#8217; International Classification of Headache Disorders ( Classificazione Internazionale delle Cefalee) è stata introdotta una nuova forma &#8221; La cefalea da aereo &#8221; . E&#8217; merito della Scuola Italiana di Venezia ( gruppo Prof. Zanchin ) e del dr. Mainardi in particolare aver contribuito a descrivere questa forma . Si tratta di un]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ultima edizione dell&#8217; International Classification of Headache Disorders ( Classificazione Internazionale delle Cefalee) è stata introdotta una nuova forma &#8221; La cefalea da aereo &#8221; .</p>
<p>E&#8217; merito della Scuola Italiana di Venezia ( gruppo Prof. Zanchin ) e del dr. Mainardi in particolare aver contribuito a descrivere questa forma . Si tratta di un dolore acuto lancinante che per fortuna ha durata piuttosto breve ,15-30 minuti , e poi recede per scomparire completamente .</p>
<p>Ha almeno due delle seguenti caratteristiche : 1) localizzazione unilaterale ; 2) localizzazione per lo più frontale o orbitaria ; 3) tipo di dolore per lo più trafittivo a stilettate e  più di rado pulsante .</p>
<p>Può manifestarsi in tutte le fasi del volo ma più tipicamente si ha nella fase di atterraggio e sembrerebbe legato alle variazioni della pressione barometrica a livello dei seni paranasali . Conoscendola si eviterà particolare preoccupazione ( pensando a patologie più gravi ) , in particolare riflettendo sulla sua breve durata .</p>
<p>Se ne può evitare la comparsa bevendo molto in maniera da mantenere umide le mucose dei seni ed eventualmente assumendo un antinfiammatorio prima delle fasi critiche dell&#8217;atterraggio.</p>
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		<title>Ma chi ha detto che il caffè fa male ?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Capo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Sep 2018 08:15:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Neurologia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il caffè è una bevanda con varie proprietà e questo a causa dei suoi numerosissimi componenti ( varie centinaia ) e da sempre è stata ritenuta il nemico numero uno del sistema cardiovascolare ; negli ultimi tempi da più parti si è andata però sottolineando la sua positiva azione antiossidante . E&#8217; stata quindi realizzata]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il caffè è una bevanda con varie proprietà e questo a causa dei suoi numerosissimi componenti ( varie centinaia ) e da sempre è stata ritenuta il nemico numero uno del sistema cardiovascolare ; negli ultimi tempi da più parti si è andata però sottolineando la sua positiva azione antiossidante .</p>
<p>E&#8217; stata quindi realizzata una revisione di metanalisi di studi osservazionali e randomizzati per valutare l&#8217;evidenza certa tra il consumo di caffè e le conseguenze sullo stato di salute : le metanalisi di studi osservazionali esaminate sono state circa 200 e 17 quelle di studi randomizzati.</p>
<p>Nel complesso l&#8217;uso del caffè ha determinato<strong> più benefici che effetti negativi .</strong></p>
<p>Si è avuta <strong>con 3-4 tazzine</strong> di caffè al giorno ( rispetto al non consumo ) una <strong>riduzione di rischio relativo di decessi per qualsiasi causa pari al 17% . </strong>Da notare che gli stessi risultati si sono avuti utilizzando caffè decaffeinato .</p>
<p><strong>Riguardo al cancro</strong> , si è constatata una diminuzione del 18% per i consumatori di elevate quantità di caffè rispetto a chi ne utilizza poco , mentre la<strong> riduzione del rischio tumorale indipendentemente dalla quantità di caffè è risultata del 13% rispetto ai non consumatori .</strong></p>
<p>L&#8217;uso del caffè si è associato a <strong>diminuzione del rischio specifico di alcuni tumori ( prostata , fegato , melanoma ), di malattie neurologiche (M. di Parkinson ) , di diabete di tipo 2 , di cirrosi epatica e di altre patologie croniche .</strong></p>
<p>Va però segnalato che l&#8217;uso del caffè comporta<strong> effetti negativi in gravidanza ( nascite pretermine , neonati di basso peso ) ed un aumento del rischio di fratture nelle donne .</strong></p>
<p>Naturalmente quanto sopra non vuol essere un invito ad un uso smodato ma solo una precisazione di quanto emerge da studi recenti per sfatare vecchi tabù.</p>
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		<title>CONSIGLI PER  UN BUON  SONNO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Capo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jul 2018 11:08:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Neurologia]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;estate si accompagna a maggiori ore di luce , caldo intenso , rumori molesti e tutto questo influisce negativamente sul sonno , richiamiamo pertanto alla mente qualche consiglio per far si che possiamo più facilmente scivolare tra le braccia di Morfeo . Quando viene sonno a sera non cerchiamo di resistere ma assecondiamolo altrimenti si]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;estate si accompagna a maggiori ore di luce , caldo intenso , rumori molesti e tutto questo influisce negativamente sul sonno , richiamiamo pertanto alla mente qualche consiglio per far si che possiamo più facilmente scivolare tra le braccia di Morfeo .</p>
<ol>
<li>Quando viene sonno a sera non cerchiamo di resistere ma assecondiamolo altrimenti si rischia che non viene più.</li>
<li>Cercare di andare a dormire sempre alla stessa ora rispettando così i ritmi circadiani ( giorno-notte ).</li>
<li>Evitare l&#8217;allenamento fisico intenso nelle ore serali immediatamente prima di dormire : può determinare eccessiva liberazione e accumulo di adrenalina e impedire così il sonno .</li>
<li>Spegnere la luce e i cellulari in quanto , specie quest&#8217;ultimi , possono inibire la produzione di melatonina ( l&#8217;ormone del sonno ) con la luce blu emanata.</li>
<li>Meglio non dormire il pomeriggio , ma , se se ne sente il bisogno , far si che il riposo pomeridiano non superi l&#8217;ora.</li>
<li>Evitare di andare a dormire dopo aver mangiato perché la digestione può interferire con il riposo .</li>
<li>Evitare di andare a dormire molto tardi la notte perché la melatonina viene prodotta a partire dall&#8217;imbrunire e raggiunge il picco massimo alle due .</li>
<li>Non fare letture molto impegnate perché potrebbero attivare troppo alcune aree cerebrali e impedire il sonno .</li>
<li>Se non viene sonno smettere di preoccuparsi che si perde il sonno e cercare di addormentarsi : meglio restare a letto senza far niente ma liberi dall&#8217;ossessione di doversi addormentare a tutti i costi ; in questo modo si rimuove l&#8217;ansia ed è più facile che il sonno compaia naturalmente .</li>
</ol>
<p>E buon riposo …&#8230;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Le &#8221; impronte &#8221; della fibromialgia nel cervello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Capo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2018 15:45:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Neurologia]]></category>
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					<description><![CDATA[Scoprire quando il dolore muscoloscheletrico cronico è causato dalla fibromialgia non è semplice : un nuovo studio pubblicato su PAIN potrebbe svelare nuovi approcci diagnostici in grado di identificare i pazienti affetti da questa sindrome . Lo studio è stato condotto negli Stati Uniti presso l&#8217;Università del Colorado di Boulder  e sarebbe in grado di]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Scoprire quando il dolore muscoloscheletrico cronico è causato dalla <strong>fibromialgia</strong> non è semplice : un nuovo studio pubblicato su PAIN potrebbe svelare nuovi approcci diagnostici in grado di identificare i pazienti affetti da questa sindrome . Lo studio è stato condotto negli Stati Uniti presso l&#8217;Università del Colorado di Boulder  e sarebbe in grado di identificare i particolari tratti che il dolore fibromialgico lascia nel cervello in maniera da poter formulare una diagnosi con un&#8217;accuratezza del 93%.</p>
<p>Il gruppo americano guidato da Marina Lopez-Solà si è affidato ad analisi di <strong>Risonanza Magnetica Funzionale : </strong>la novità consiste nello utilizzo della neuroimaging nella diagnostica di patologie la cui espressione è soprattutto in termini di &#8221; dolore &#8220;.</p>
<p>&#8221; Anche se molti specialisti del dolore hanno definito delle procedure cliniche per la diagnosi della fibromialgia , la situazione clinica non spiega cosa sta succedendo a livello neurologico &#8211; sottolinea Tor Wager, responsabile dello studio &#8211; . Il potenziale di misurazioni cerebrali come quello che abbiamo sviluppato in questo caso è tale  che possono dirci qualcosa sulle particolari anomalie cerebrali che portano alla sofferenza del singolo individuo . Questo può aiutarci sia a riconoscere la fibromialgia per quello che è , un disturbo del sistema nervoso centrale , sia a trattarla più efficacemente &#8220;.</p>
<p>Se saranno confermati e approfonditi questi risultati potrebbero portare a una vera e propria mappa cerebrale in grado di guidare esperti nella diagnosi e nel trattamento della fibromialgia .</p>
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